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L’idioma, l’integrazione, il ritmo, nonché la genitalità, l’odio, il diploma, nonché l’intollerabile, l’insopportabile, l’incompatibile

Armando Verdiglione
(30.07.2017)

L’idioma senza l’idea di bene è la particolarità della parola. L’idioma con l’idea di
bene è l’idiozia, nella sua forma economica. L’idea di bene è il máthema supremo, che
consente l’economia della metafora, della metonimia e della catacresi, ovvero
consente, idealmente, all’Altro di sbagliare, di mentire, di barare. L’Altro, espunto, si
rappresenta, anfibologico. L’idioma non è la costituzione. Constitutio è il principio
della parola. Da qui la costanza, anche, dell’idioma.

Arithmós: l’idioma relazionale, l’idioma stigmatico, l’idioma
operazionale, l’idioma funzionale, l’idioma dimensionale. L’idioma diadico o
l’idioma triadico (singolare triale). Anche ciascuno procede secondo l’idioma. Le cose,
il viaggio, la struttura, la memoria procedono secondo l’idioma. È secondo l’idioma il
processo di qualificazione.

L’idioma: arithmós, la dissidenza, la sede, la fondazione, senza fondo né
fondamento. Nessuna cosmopolitica. L’idioma è la droga insostanziale, la peste, che
non può incarnarsi, se non nel sistema che richiede il sacrificio umano e fabbrica
perennemente la vittima, il capro espiatorio. La questione ebraica è la questione della
dissidenza, quella particolarità che ancora Marx coglie come negatività.
È l’universalismo a nutrirsi dell’idiozia. L’altra sua faccia è il provincialismo.
L’idioma: ovvero non c’è più etnia, non c’è più soggetto “integrato” correttamente,
politicamente, socialmente. L’idioma: questa anche l’accezione di ghénos.
L’idea di origine postula la memoria senza idioma, la memoria senza procedura, la
memoria sulla memoria.

Le cose procedono. Ólos, l’intero: così, a loro modo, i primi cogitatori di
Mileto inseguivano l’intero, l’integro, l’integrità. Pleonasmo e integrità. Integer. E
l’intangibile è il teorema della cosa. Non della “cosa genitale” ma della cosa, della res
(del narcisismo). Tra lo zero e l’uno la contingentia esige la catacresi.
La cosa integra è la cosa cattolica [katà ólon]: le cose procedono per
integrazione. Katà ólon. Per integrazione. Non si unificano, non si moltiplicano, non si
dividono algebricamente o geometricamente.




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Armando Verdiglione, "L’idioma, l’integrazione, il ritmo, nonché la genitalità, l’odio, il diploma, nonché l’intollerabile, l’insopportabile, l’incompatibile"

[Il testo è una trascrizione non rivista dall’Autore e uscirà in versione definitiva in un prossimo e-book.]


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14.09.2017