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Lo sproloquio, lo sproposito, il casaccio, nonché l’alleanza, la solidarietà, il patto, nonché l’Italia, l’Europa, la città planetaria

Armando Verdiglione
(7.05.2017)

Parlando: il gerundio, senza idea di origine, senza idea di fine. Questo lo sproloquio.
Proloquium è “dire in anticipo”, è “ciò che si dice in anticipo”. Sproloquio: la prolessi è
impossibile. Ma anche nella prótasis (in latino propositio), nella proposta, nel
proposito, nella proposizione, interviene la prolessi. Lo sproloquio ha questo
teorema: la prolessi è impossibile. Lo sproloquio non è un discorso. E non è un discorso
prolixus, che si spande “in avanti”, “in anticipo”, per ciò “lungo”.

Lentus, invece, non è “lento”. Lentus (e anche lentare, curvare, piegare, flettere) è
flessibile, elastico, souple. Invece, indolente, indolens: non sente dolore.
Sproloquio: la parola libera, senza visione del mondo. Nessun valore acquisito
viene rispettato dallo sproloquio. Nessun valore dato, nessun valore di riferimento,
nessun valore ideale, nessuna idea di valore nello sproloquio.

È ciò che ribadisce la ciancia, le cui enunciazioni e i cui enunciati non sono né veri
né falsi. La dicotomia vero-falso non è applicabile alla parola: questo dice la ciancia. È
questa la breccia che ha introdotto Freud, sulla scia del rinascimento. E di ciò sono
pieni i quaderni di Leonardo e gli scritti di Machiavelli. E che cosa combina Ludovico
Ariosto se non ciance?

Lo sproloquio: non c’è più pervicacia. La “parola pervicace” è la parola negata e
assunta come discorso pervicace. Lo sproloquio: come la pappardella, in assenza di
circolarità. Pappardella, sproloquio: nessuna economia della parola, nessuna presa
sulla parola, nessuna guida della parola.

Non si attiene allo sproloquio chi si affida al pettegolezzo. Tradisce lo sproloquio.
Tradisce la memoria, che, nel suo atto, è sproloquio. La memoria è sproloquio.
Pettegolezzo è un regalo della lingua veneta: petegola e poi petegolo, da “peto”, perché sbotta. Il pettegolezzo: il dire sul dire, l’atto sull’atto. Il pettegolezzo privilegia il
detto, il fatto, lo scritto, e li assume nell’idealità, idealità coprofila. Anche nel rispetto
dell’etimo, il pettegolezzo è metalinguaggio. Il fondamento del pettegolezzo è il
matricidio: come annullare la parola, la memoria, la sua struttura, la sua scrittura?
Come annullare il dire, il fare, lo scrivere? Come annullare l’atto?




[Il testo è una trascrizione non rivista dall’Autore e uscirà in versione definitiva in un prossimo e-book.]

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15.11.2017