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Il dio della guerra. La truffa, il furto, la rapina

Armando Verdiglione
(6.02.2017)

Ogni dio che si rispetti è dio della guerra, è il dio guerra. L’idea del nulla,
l’idea positivo-negativo, la via positionis, la via negationis, il principio di
determinazione, il principio d’indeterminazione. Dio, l’idea di origine come dio,
l’idea come daímon, il dio o la dea della guerra, il daímon o la daímon. Ideolatria.
La guerra è ideolatrica. L’idea di origine è l’idea che agisce e questa è l’idiolatria.
Un dio che si rispetti propugna l’idolatria contro l’idolatria, contro ogni altro dio.
Il lessema Europa (dal semitico ereb) indica “occidente”, “tramonto”, ma
l’ideologia lo converte nel “tramonto dell’occidente”! L’Europa è finita,
l’Europa è tramontata, perché è arrivato il dio della guerra, un altro dio della
guerra che sconfigge il dio della guerra ebraico-cristiano, il dio unico? È la
guerra dell’unico?

L’Europa non è finita, non è morta e non sta morendo. Nessuna “decadenza”
dell’Europa. A questa idea di “caduta”, di “decadenza”, viene assimilato il
“tramonto” o la “fine” di una civiltà: una civiltà tanatologica sconfiggerebbe
un’altra civiltà tanatologica. Ma l’Europa non è la civiltà tanatologica. La civiltà
che s’inaugura con il rinascimento è la civiltà planetaria, la civiltà secondo l’idea
originaria, anziché secondo l’idea di origine.

L’esperienza della parola è originaria. La speculazione non ha nessun potere
sull’esperienza e l’esperienza non è la dimostrazione della speculazione, non è
deterministica, non è probabilistica. L’esperienza non è presa nel fatalismo.
L’idea di origine, l’idea come daímon, l’idea vita-morte, positivo-negativo,
amico-nemico, l’idea come guerra, come divisione. Monismo o teismo, il
discorso della guerra si fonda sul principio di unità. L’idea di origine è la
“trappola” della guerra. L’idea di bene, di bene supremo, l’idea finale, l’idea di
fine, per cui ogni guerra è la giustificazione politica e morale rispetto all’idea di
bene. Il bene supremo, il fine supremo, giustifica la guerra. Prima la santifica,
poi la giustifica. La guerra santa è la guerra giusta: è santa perché l’idea di
origine è l’idea di bene; è giusta perché l’idea è retta dall’idea di fine. Orthé
politeía
: questa è la città, la cittadinanza, la politica, retta, corretta sull’idea di
fine.

L’idea di bilancio, l’idea vita-morte, positivo-negativo, amico-nemico. L’idea
di bilancio è l’idea di guerra come idea di gestione dell’infinito. Se retta
sull’idea di fine, la quantità è statistica, probabilistica, affetta da determinismo.
Così la guerra è l’ultima, al colmo della negativa del tempo e dell’Altro, al
colmo dell’economia del male dell’Altro, del peccato dell’Altro e dell’incesto
dell’Altro. Ovvero al colmo della sottomissione in luogo della generosità,
dell’indulgenza e dell’umiltà.

Leggere il testo integrale

Armando Verdiglione, "Il dio della guerra. La truffa, il furto, la rapina"
Hiko Yoshitaka, cifratipo, acrilico su carta

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15.11.2017