Transfinito edizioni

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La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

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Giancarlo Calciolari
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Maleparole

Antonella Iurilli Duhamel
(21.05.2013)

“Fottiti, merda, cazzo, fica, buco di culo, ciucciacazzi”, sono parole che hanno parecchio in comune; sono generalmente considerate parole volgari, crude, oscene, sporche; e le persone educate di certo non le usano se sono in compagnia di persone educate.

Non sono parole che un gentleman userebbe con il gentil sesso e ancor di meno, un adulto adopererebbero di fronte ai bambini, e sicuramente sono parole che nella maggior parte dei casi nessuno si aspetterebbe di udire da parte di donne perbene.

Queste parole si riferiscono spesso alle parti basse del corpo, alle loro funzioni di copulazione e di eliminazione; sono termini riferiti a funzioni naturali a parte qualche eccezione come: “ figlio di puttana”, ma anche questa in qualche modo si riferisce al parentado, alla riproduzione.

E’ alquanto strano che funzioni naturali, come evacuazione o riproduzione abbiano dato vita ad espressioni che suscitano disgusto; se i nostri genitori non avessero scopato di certo non saremmo qui, e di conseguenza tutti i nostri padri si sono fottuti le nostre madri; ma detto così pare davvero brutto, povero babbo!

Tuttavia è innegabile che tutti i termini riferiti agli orifizi superiori del corpo e alle loro funzioni, sono tollerati, ma quando si scende verso il basso e si arriva agli orifizi situati dalla parte opposta, ci inoltriamo in un’area letteralmente calda.

Che orrore! Pisciare o cacare, piuttosto muoriamo di costipazione e intossicazione, ignorando che questo materiale di scarto è anche un fantastico concime per la rigenerazione della terra . “Quanno ’o culo trona, ’o mierico crepa” dice il detto popolare rinforzando il valore dell’azione terapeutica naturale.

Come hanno fatto parole che promuovono le funzioni vitali a trasformarsi in parole sporche e volgari’, E’ la loro nudità ad essere volgare o la loro franchezza? Come evitare tutti i giri di parole per indicare funzioni vitali naturali senza correre il rischio di essere giudicati crudi ed offensivi?

Come possiamo insegnare ai nostri bambini la franchezza rispetto ad aspetti così spontanei e nello stesso tempo far loro capire che anche servirsi di parole considerate sconce al solo scopo di provocare o attirare attenzione è di per sé patetico e volgare?.

“’O lecito dispiace o proibite piace” è risaputo come certe parole proibite siano ottimi catalizzatori di attenzione e spessissimo di popolarità a prescindere dalla validità dei loro contenuti. È ben noto come la trivializzazione spesso mascheri la debolezza di certi argomenti: nel mondo dell’Arte per esempio, da quando la merda è finita in scatola abbiamo assistito ad una sovrappopolazione di artisti che si servono di ogni genere di escremento per creare scalpore di modo che modo che si parli di loro anche se poi non ci sarebbe molto da dire.

Non è cosa facile restituire a certe parole il loro legittimo salvacondotto e il dovuto rispetto specie dopo gli abusi e le strumentalizzazioni di cui sono state spessissimo oggetto fino al punto di non suscitare più più reazioni o sentimenti a parte una certa noia, al contrario di certe bruttissime parole che per altri misteriosi motivi non sono considerate cattive e volgari come: AIDS, cancro, virus Evola, bomba atomica, violenza, assassinio… anche se provocano quotidianamente danni incalcolabili.


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14.09.2017