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L’altra Genesi

Antonella Iurilli Duhamel
(23.12.2012)

Esiste una versione gnostica della Bibbia risalente al primo secolo antecedente la Genesi, secondo la quale Eva sulle prime, non è punita in quanto promotrice di una di conoscenza proibita; la sua emarginazione dall’Eden ha luogo in un secondo momento, allorché alcuni angeli gelosi del suo potere e della sua influenza, l’attaccano brutalmente per distruggerla. Eva reagisce dissociandosi; lo spirito vola via ed il corpo rimane sulla terra.

È una storia che ci fa riflettere sulla spaccatura o dissociazione che si viene a creare nella persona quando è violentata, lo spirito di Eva dice: Non posso star qui, non sono benvenuta, ritornerò quando il mio valore sarà compreso e ritenuto necessario; per il momento devo stare nascosta per guarire le mie ferite.

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Opera di Antonella Iurilli Duhamel

Il termine "gnosi" ha valore di conoscenza, gli gnostici, però, avevano con i testi sacri un rapporto molto diverso rispetto ai cristiani, essi avanzavano interpretazioni e rituali discordanti da quelli ufficializzati nel 325. Per questo motivo furono immediatamente ricusati come eretici. Riuscirono però a mettere in salvo molti testi grazie a quelle comunità gnostiche chiamate,: "devianti".

Gli gnostici erano particolarmente interessati al senso esoterico delle scritture più che alla loro storicità. Consideravano le nozioni divine, una conoscenza interiore e segreta, trasmessa attraverso la tradizione e l’iniziazione. Sapevano che queste storie non andavano considerate in senso letterale ma esclusivamente in senso simbolico: costituivano un mezzo di comprensione della profondità dell’essere, una proiezione delle dinamiche interiori di Psiche, Anima e Sé: la personificazione dell’energia che da vita e forma alla terra.

Prima di questi ultimi 5000 anni dominati da un Dio patriarcale, Egizi, Ebrei, Greci, Indiani, Cinesi e Celti ci presentavano una cultura che onorava la Dea e il culto della Natura sopra ogni cosa; successivamente, molti miti vennero fagocitati e trasformati dalla nuova teologia patriarcale.

In questa sede prenderemo in considerazione due miti estremamente emblematici di questo cambio di guardia: il mito di Atena e quello di Eva, la prima donna.
In origine Atena rappresentava la Dea, la massima forma di conoscenza e saggezza; era allo stesso tempo armata in quanto protettrice della civiltà e dell’agricoltura.

A seguito della rivoluzione patriarcale mantenne le qualità di bellezza, saggezza e strategia, ma allo stesso tempo fu soggetta alla svalorizzazione progressiva e al giudizio di Zeus e di altri dei.

Secondo Carl Jung e Joseph Campbell il mito è una sorta di DNA della psiche, ci informa su cosa è successo nella nostra psiche nel corso della nostra evoluzione.

Se consideriamo questi miti da un punto di vista simbolico constateremo che con l’avvento di Zeus avremo una dominanza dei valori di potere e violenza da parte di nuove società orientate in senso bellico e totalmente in squilibrio rispetto alle capacità e ai valori del femminile, considerati un serio intralcio per l’esito di una guerra

Lo sapeva bene Ulisse quando non avendo più alcun nemico da combattere dovette dimettere il suo apparato bellico psicologico e confrontarsi con le facoltà neglette del suo femminile: il ritorno a casa è il ritorno ai saperi di base, quelli dell’arcaico femminile aperto verso la conoscenza dei misteri della vita.

Nelle mitologie patriarcali Atena nasce dalla testa di Zeus come Eva dalla costola di Adamo, a quel punto il potere di dare la vita da sempre ritenuto appannaggio del femminile viene conquistato dal maschile al fine di imporre la sua superiorità e il suo conseguente dominio sul resto del mondo.

La D.ssa Jean Bolen, nel suoi libri: Le Dee dentro la donna e gli Dei nell’uomo, sottolinea che l’esclusivo rapportarsi con una sola parte del nostro essere viene col tempo a produrre un danno spirituale di non poco conto, e non solo a livello individuale ma anche a livello sociale.

Ritornando al simbolismo della metafora gnostica, la Dea alla stessa stregua di Eva fu attaccata per la sua saggezza e la sua conoscenza e fu costretta ad abbandonare la terra per un certo periodo. A questo punto è tempo che ritorni, come Ulisse abbiamo bisogno di completare il nostro sviluppo psico-spirituale e realizzarci come unità.


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26.04.2017