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Il corpo, la danza

Nadine Shenkar
(4.06.2012)

LA DANZA COME ULTIMA FORMA DI LIBERTÀ, MA LIBERTÀ CHE NON È RITEGNO, CHE È VERAMENTE LIBERAZIONE DAL GIOGO DELLA MATERIA, RESPIRAZIONE, SCRITTURA DELLA BELLEZZA NELLO SPAZIO…

IN EBRAICO SI CHIAMA MAHOL, DALLA RADICE HALLAL, SPAZIO.

NEL RACCONTO BIBLICO, DAVIDE, IL RE, DANZA COME PAZZO COLL’ARCA , DAVANTI A TUTTI. MA SUA MOGLIE MIHAL TROVA INSOPPORTABILE VEDERLO DANZARE COSÌ IN PUBBLICO E LO CRITICA DURAMENTE.

MIHAL SARÀ ORMAI STERILE, PERCHÉ HA RIFIUTATO UN ATTO MISTICO, LIBERATORE, SESSUALE.

Opera di Hiko Yoshitaka, 2007, bronzo a cera persa

PER DANZARE, NON HO BISOGNO D’UN VIOLINO, DI PENNELLI , DI NULLA. HO IL MIO CORPO, SOLO, CHE MI PERMETTE D’INSERIRMI NELLO SPAZIO IN UNO MOVIMENTO CHE DECIDE DEL SUO INFINITO, CHE È DONO E ANCHE ESIBIZIONE, DESIDERIO DI ESISTERE NELLO SGUARDO DELL’ALTRO, SEDUZIONE, RISCHIO…

COME LA PAROLA CHE LA BOCCA LIBERA NELLO SPAZIO, IL CORPO SCRIVE E SI SCRIVE NELLA FANTASMAGORIA DELL’IMAGINAZIONE, DELLA SUA PASSIONE DI LIBERARSI DALLA GRAVITAZIONE.

IL CORPO PUÒ DIRE QUASI TUTTO CON SE STESSO , CONDIVIDERE CON L’ALTRO SIA IL PARTNER, SIA IL PUBBLICO CHE LO SGUARDA.

LA GENTE CHE CHIAMANO ’’PRIMITIVA" HA DANZATO SEMPRE, DAPPERTUTTO, SENZA VERGOGNA, COME COSA SACRA, VITALE…
CON COSTUME O SENZA, CON MUSICA O SENZA: IL CORPO DANZA, PREGA, DOMANDA E SUPPLICA, DI AIUTARLO A FARE LA CATHARSIS DEI FANTASMI, DEI TRAUMI.

DANZARE È ACCETTARE UNA DISCIPLINA INFERNALE, CHE RICHIEDE ANNI DI LAVORO… PER UN FUTURO LIMITATO.

STRUMENTO POTENTE E FRAGILE, IL CORPO DEVE ASSIMILARE LA TECNICA E POI DIMENTICARLA AFFINCHÉ NON SI VEDA PIÙ NÉ IL DOLORE NÉ LO SFORZO.

IL CORPO DEVE RAGGIUNGERE LA LEGGEREZZA DELL’UCCELLO, LA SENSUALITÀ DEL FELINO, LA RAPIDITÀ DEL GATTOPARDO, E RICOMINCIARE OGNI GIORNO DA CAPO PER RITROVARLI.

LA DANZA CLASSICA DICE LA PRECISIONE, LA BELLEZZA DELLA FIGURA CHE SI TRACCIA NELLO SPAZIO, L’ASPIRAZIONE VERSO L’INFINITO.

IL FLAMENCO DICE LA PULSIONE DI MORTE, L’ORGOGLIO DI CHI NON ACCETTA DI ESSERE VINTO, LA TENSIONE, LA SESSUALITÀ ASPRA E TRAGICA.

LA DANZA ARABA, DEL VENTRE, SCRIVE UN ALTRA STORIA, QUELLA DELA FEMMINILITÀ OFFERTA NELLE CIRCONVOLUZIONI DELLA SERPE, DELLA TENTATRICE, DELLA SEDUZIONE …..

LA DANZA È TEMPO CHE SI SCRIVE NELLO SPAZIO, SILENZIO O TEMPESTA, MEMORIA D’UN ORIGINARIO, DEL TRANSFINITO, LIBERAZIONE DEL CORPO, ARTE DELLA CALLIGRAFIA CORPORALE, INTERIORITÀ E ESTERIORITÀ, FEMMINILE E MASCHILE, NASCOSTO E SVELATO, PUNTO D’EQUILIBRIO CHE SI PERDE E SI RITROVA OGNI ISTANTE, OBLIO DI SE STESSI, ESTASI.

COME DICEVA RAV NAHMAN DI BRASLAV : "DANZARE È ELEVARSI PER UN ISTANTE D’ETERNITÀ SOPRA LE SPINE’’.

SCEGLIERE TRA UN’INFINITÀ DI POSSIBILI, ESSERE PRIGIONERO D’UNA LEGGE E LIBERARSI,VIVERE AL CENTRO DEL PARADOSSO.
DIVENTARE LIBERTÀ.

LA DANZA È PRESENZA DELL’INCONSCIO SUL PALCOSCENICO, UN SALTO SOPRA L’ABISSO, DISPONIBILITÀ NUOVA, ATTO D’AMORE SENZA CONTATTO, SUBLIMAZIONE FORSE…

ATTORE E MATERIA SENZA FRONTIERA CHIARA, USCITA DALLA SCHIAVITÙ DEI DOGMI.

IL CORPO DANZANDO TRASCENDE LA MORTALITÀ, LA VECCHIAIA, FA L’ESPERIENZA D’UN ETERNA GIOVINEZZA.

NON MI VEDO DANZARE, DANZO.

ALLORA SI PERDONO LE DEFINIZIONI, SI SCOPRE LA SCRITTURA, NON QUELLA DELLE LETTERE NERE, MA QUELLA DELLO SPAZIO BIANCO TRA DI LORO.






Nadine Shenkar, scrittrice, saggista, esperta mondiale di arte ebraica e Cabala.

Docente all’Accademia d’arte Bezalel di Gerusalemme, dopo studi di filosofia ebraica compiuti in Israele e in Francia. La sua attività si svolge fra scrittura e conferenze, tenute in tutto il mondo, intorno all’arte ebraica e alla Cabala. In Italia, presso Spirali, sono usciti: L’arte ebraica e la Cabala (2000); Akiba (2001); L’amante di Granada (2003); i volumi d’arte Paul Cézanne e Josif Gurwic (2003); Kandinskij e Bielutin (2003.


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14.09.2017