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Gigliola Tallone

Cesare Tallone e l’Accademia di Brera: da allievo a maestro

CESARE TALLONE E L’ACCADEMIA DI BRERA
DA ALLIEVO A MAESTRO

Lettere al benefattore Domenico Boratto di Alessandria e al figlio Maurilio 1872-1899.
Transfinito Edizioni, aprile 2012





Queste lettere inedite della raccolta Boratto, trascritte e commentate, sono la straordinaria testimonianza diretta del periodo di formazione di Cesare Tallone presso la Reale Accademia di Belle Arti di Brera, del suo debutto artistico e dell’insediamento alla Cattedra di Pittura e del Nudo nell’amatissima Accademia milanese. La loro peculiarità è quella di coprire un lungo arco temporale della sua vita artistica, dall’inizio delle lezioni a Brera, il mese di dicembre del 1872, al dicembre 1899, anno della conquista di quella Cattedra di Pittura e del Nudo, detenuta per 20 anni, fino alla morte il 1919. La sua lunga carriera di pittore e maestro è segnata anche da 14 anni di docenza all’Accademia Carrara di Bergamo (1885-1899).

Sono uno straordinario diario degli anni di studio all’Accademia braidense, con preziose indicazioni sui compiti, gli orari, i concorsi e premi ricevuti, che mi hanno guidato alle ricerche negli Archivi della Biblioteca Storica di Brera, quell’Accademia a me tanto cara, che ha visto diplomati, dopo Cesare Tallone, il figlio Guido, mio marito e mio figlio, senza dimenticare il periodo della mia giovinezza alla scuola serale. Queste lettere sono, al contempo, la testimonianza di un raro ed esemplare mecenatismo.

Nelle 51 carte autografe dirette all’alessandrino Domenico Boratto e suo figlio Maurilio, Cesare Tallone non manca mai di manifestare riconoscenza per l’affetto e la munificenza, senza dimenticare il Municipio di Alessandria, che gli concesse un cospicuo sussidio di 3 anni, dal 1879 al 1881, rinnovato per un biennio.

Sono anche la testimonianza, tra entusiasmi e tribolazioni, della sua tempra fortissima, della passione incondizionata per l’Arte, dell’assoluta determinazione a progredire nell’apprendimento, con il costante esercizio della mano fino ad ottenere quelle “seste negli occhi” di cui parla l’amico Vespasiano Bignami.

Dal 1879 le lettere riguardano quasi totalmente l’ardua impresa dell’esecuzione dell’enorme quadro storico Una vittoria del Cristianesimo ai tempi di Alarico, iniziato e portato a termine nello studio dell’Accademia di Brera prestatogli da Francesco Hayez, dal novembre 1879 al novembre 1882.

Affiora in molte lettere la figura affettuosa e generosa di Giuseppe Bertini, e tra le 7 carte di altri mittenti della raccolta, che si aggiungono alle 51 autografe di Tallone, due sono inviate a Domenico Boratto dallo stesso Bertini, che intercede per il suo giovane e stimato allievo.

Altrettanto interessanti sono le lettere scritte dopo il suo debutto romano all’Esposizione Nazionale di Belle Arti in Roma, inaugurata il 21 gennaio 1883, in cui conquista quel successo fortemente voluto e sudato.

A testimonianza della cura con cui fu organizzata la mostra postuma di Cesare Tallone all’Accademia di Brera il 1921, ho voluto riportare anche le lettere inviate a Maurilio Boratto dalla segreteria dell’Accademia, che istituì un Comitato d’Onore per le onoranze alla memoria “Il nome di Cesare Tallone non può essere dimenticato. Pittore insigne, ritrattista tra i più famosi, maestro di scolari che già sono alla lor volta maestri. È considerato tra i maggiori artisti dell’età presente”.

Questo testo segue di sette anni la monografia che ho dedicato a Cesare Tallone, edita il 2005 per le edizioni Electa, e già alcuni apporti inediti sono degni di nota.

Allo scopo di accompagnare alla lettura delle carte da me trascritte e commentate, la prima parte del libro è una sintetica e aggiornata biografia artistica introduttiva.

Negli apparati vengono riprodotte lettere e documenti trascelti e l’inedita collezione Boratto dei dipinti giovanili e del periodo accademico, comprese opere portate a termine a Brera, insieme ad opere di altra provenienza, che documentano un panorama finora poco rappresentato.

A sigillo di questa appassionata ricerca, sono le fotografie che illustrano il mondo di Cesare Tallone, nel quale i Boratto hanno avuto importante parte.

La lettura di documenti antichi ed inediti non è scindibile dal pudore nell’avvicinarsi all’intimità dello scrivente: e così è stato, ancor più, se è possibile, per la mia condizione di nipote.

Ben presto però, nella sua calligrafia armoniosa e chiara che ha resistito agli insulti del tempo, ho riconosciuto quella figura che i figli, e le mie annose ricerche, mi avevano tramandato di lui, riaffermando l’eccezionale umanità del capostipite, grande pittore e grande maestro, che ha avuto sempre per l’altrui benevolenza l’animo riconoscente e grato.

Il fascino delle sue lettere consiste anche nel privilegio di conoscere il giovanissimo nonno come nessun discendente prima di me, con la curiosa sensazione di ruoli rovesciati: io nonna, lui nipote. Sono certa che questa mia testimonianza sarà accolta col mio stesso entusiasmo dai suoi collezionisti e studiosi.

Gigliola Tallone

curatrice dell’Archivio Tallone


pp. 248
formato 15,24x22,86

foto bn 102

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30.07.2017