Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Mentre l’Inghilterra dorme, di David Leavitt

Monica Cito
(9.04.2012)

David Leavitt (minimalista, ma non con questo romanzo), è il padre di libri su un’omosessualità che non prescinde mai da un’analisi storico-sociale del contesto.
Egli è omosessuale, ma anche scrittore, e non dimentica, in nessuno scritto, di essere entrambe le “cose”, coniugandosi al presente anche quando scrive romanzi storici come questo.

Perché «Una volta era sufficiente esplorare le delicate sfumature di una conversazione, i gesti garbati con cui una vecchia signora versava il tè, i pensieri di un ragazzo mentre scendeva nelle gallerie della metropolitana. Ma ora la storia incalzava, e la sensibilità d’animo, più che insufficiente, sembrava criminale. Erano i soldati; non gli scrittori, a decidere il destino del mondo» (pagg. 32-33).

JPEG - 313.8 Kb
Opera di Hiko Yoshitaka, "Senza titolo", 2012, cifratipo, olio su carta Artem di Fabriano

“Mentre l’Inghilterra dorme” mette a nudo l’omosessuale e lo scrittore ed un’epoca di guerra e contrapposizioni ideologiche. Esso è la nostalgica rievocazione di un amore omosessuale maschile che si concluderà tragicamente.
Sono i mitologizzati e – adesso sappiamo – tragici anni Trenta.

Acquista, oggi, questo romanzo storico (le sue tematiche) e formato su una biografia, una valenza enormemente significativa, alla luce della recente legislazione spagnola sulla famiglia: in quel Paese, adesso – lo stesso della guerra descritta da Leavitt – c’è il matrimonio gay.

Ma, all’epoca del racconto leavittiano, in piena seconda Repubblica, che abbatté la monarchia nel 1931 e fu a sua volta, anni dopo, abbattuta dai vincitori della guerra civile che si scatenò (la falange franchista) «lui si girò dall’altra parte; persino in quell’oasi comunista ci separava un abisso di classe insormontabile» (pag. 35).

Argomentazioni e fatti storici legati alla condizione omosessuale dell’epoca e tuttora taciuti, o al massimo lievemente accennati nelle lezioni scolastiche, popolano questo tenero e drammatico e duro lavoro ricostruttivo del Leavitt: «Stando a quel che si dice, i nazisti detestano gli omosessuali soprattutto perché alcuni degli alti ufficiali che costituivano il nucleo originario del Partito erano a loro volta omosessuali e credevano di poter allontanare la minaccia di essere scoperti facendo mostra di una ferocia brutale. Ben pochi sono sopravvissuti alle epurazioni» (pag. 47).

In questo contesto storico, gli omosessuali cercano, attraverso i pochi romanzi sul tema, di mantenere viva la loro identità, che non è un’identità nazionale come quella ebraica, ma è un’identità che potremmo “con un po’ di sforzo” dire di natura transnazionale.

In tempi tenebrosi, sopravvive la cultura, di qualunque genere essa sia, soltanto quando vi sia qualcuno capace di dedicarsi alla sua tutela, anche rischiando di persona. Il romanzo “Fahrenheit 451”, di Ray Bradbury, sintetizza al massimo il concetto testé espresso.

In Leavitt, “Il pozzo della solitudine” della Radclyffe Hall viene citato quale libro al bando.

In un tempo di miseria, cibarsi della cultura può sembrare un controsenso, ma questi uomini-ragazzi-omosessuali-neri-ebrei di allora, non potevano cercare di sopravvivere soltanto fisicamente e lasciare che la fantasia traballasse ed andasse in frantumi «sotto il peso schiacciante della realtà» (pag. 6); «Qualcuno dice che gli omosessuali vengono deportati in massa nei campi di concentramento» (pag. 107).

Così, se per gli altri regna il timore, per gli omosessuali regnano timore e senso di colpa. Ma ci sono, sparsi nel testo, attimi di piccola pericolosa insurrezione: «Gli diedi una pacca sulla spalla, girai i tacchi e mi diressi verso il binario. Ma poi un impulso – forse ancora quel presentimento della fine – mi spinse a voltarmi. Edward ingigantì, mentre gli andavo incontro a grandi passi. Quando lo raggiunsi gli diedi un bacio sulla bocca. Lui non disse niente e io non udii nessun commento intorno a noi, anche se notai che una vecchia signora si era infilata gli occhiali e ci fissava come due scimmie che si accoppiano» (pag. 137).

L’io narrante asserisce che il toccare un corpo, anche fugacemente, è toccare l’anima; ma la denunzia di una condizione e della storia, poco prima delle ultime considerazioni, si chiude con una supposizione – che bisognerebbe, ancor oggi, evitare, e che alcuni omosessuali ancor oggi non riescono a scacciare dal loro pensiero – pure se “non ci sono più” i campi di concentramento: «Suppongo che una parte di me avesse finito per credere a Northrop. Loro contavano più di noi. Loro e le loro vittorie. Le loro guerre. I loro amori» (pag. 198).

PARAGRAFO 175 — «Un atto sessuale innaturale fra persone di sesso maschile, o fra umani ed animali, è punibile con il carcere e la perdita dei diritti civili» (codice penale tedesco, 1871)

Secondo i documenti nazisti, fra il 1933 e il 1948, circa 100.000 uomini furono arrestati per omosessualità: metà finì in carcere e circa 15.000 nei campi di concentramento. La percentuale dei decessi fra i prigionieri omosessuali nei campi è stimata attorno al 60%, la più alta fra i detenuti non ebrei. Nel 1945, ne erano sopravvissuti solo 4.000.

Gli omosessuali sopravvissuti alla tragedia continuarono ad essere perseguitati anche nella Germania post nazista: essi non venivano considerati prigionieri politici ma criminali, secondo la legge sulla sodomia rimasta in vigore anche dopo la liberazione. Dopo la guerra, alcuni vennero persino nuovamente arrestati e rinchiusi in prigione; tutti furono esclusi dal risarcimento del governo tedesco, e il tempo passato nei campi di concentramento detratto dalle loro pensioni.

Il suicidio, il matrimonio di copertura o il completo isolamento, divennero perciò frequenti. Negli anni Cinquanta e Sessanta, il numero di condanne per omosessualità, nella Germania occidentale, rimase identico a quello durante il regime nazista. La versione nazista della legge sulla sodomia rimase in vigore fino al 1969.

Quando la comunità internazionale chiese una riparazione per le vittime del regime hitleriano al processo di Norimberga del 1946, non furono menzionate né le atrocità commesse contro gli omosessuali, né le leggi anti-gay ancora in vigore. L’omofobia e la persecuzione dei gay erano accettare come normali, nell’Europa e negli Stati Uniti del dopoguerra. Le ricerche sull’olocausto, i suoi memoriali e i suoi musei ignorano anche il destino degli omosessuali nei campi: ancor oggi il governo tedesco si rifiuta di riconoscere ufficialmente gli omosessuali come vittime del regime nazista. (Da un’inchiesta, intitolata § 175, di Fausto Furio Colombo, pubblicata sul mensile gay-lesbo “Babilonia”, giugno 2000, n. 189).

NOTA FINALE:

pubblicazioni rare risultano all’estero sulla condizione dell’omosessualità femminile durante il regime nazista e, a quanto mi consta, non esistono pubblicazioni in lingua italiana. La storia è, anche nel dramma, sempre degli uomini? Ho sentito dire – ma la storia non si fa con frasi fatte come un pessimo diario – che c’erano anche le lesbiche, nei campi di concentramento. Anche Giorgio Bassani, ne “Il giardino dei Finzi-Contini”, forse si poneva la stessa mia odierna domanda, a cui forse neanche lui trovò risposta.
Un caloroso saluto alla sua Micòl, che forse non era “soltanto” ebrea.

DAVID LEAVITT nasce a Pittsburgh nel 1961, ma all’età di tre anni si trasferisce con i genitori e i suoi due fratelli a Palo Alto. Appartiene alla borghesia ebraica.

Trasferitosi sull’opposta costa degli Stati Uniti, si laurea in Letteratura alla Yale University. Dopo gli studi, nell’Upper West Side (quartiere intellettuale di New York) lavora per un breve periodo in una casa editrice.

È omosessuale. Il suo compagno è lo scrittore Mark Mitchell. Vivono un po’ in America, un po’ in Italia. Di Mitchell, ad oggi, non ho letto nulla.

While England sleeps è stato edito nel 1995. La Mondadori lo ha portato in Italia nello stesso anno, e riedito nel 1998,in due collane diverse. La traduttrice è Delfina Vezzoli.


Monica Cito È nata a Telese Terme (Benevento) nel 1972 e vive a Ceglie Messapica (Brindisi).

Avvocato, si è laureata all’Università di Bari con una tesi sperimentale sulle condotte pedofile (pubblicata come e-book su www.kultvirtualpress.com); articolista sin dai tempi della pratica forense della rivista giuridica on line www.diritto.it diretta dal dott. Francesco Brugaletta, referendario TAR. Collabora inoltre con portali letterari, anche di rilevanza internazionale.

Compare su Book and the others sorrows, blog della scrittrice Francesca Mazzucato su Kataweb, nel numero d’esordio della rivista letteraria Il Cavallo di Cavalcanti, Azimut edizioni, Roma, e su periodici altri.

Ha presieduto il premio letterario Storie a Mezzogiorno, di cui ha ideato e curato omonima collettanea per i tipi Edizioni Simple, Macerata, 2009.

Nel 2005 ha pubblicato il romanzo “Venere, io t’amerò” per i tipi di Giulio Perrone Editore, Roma.

Presente in antologie poetiche, curatrice d’introduzioni e postfazioni, editor di esordienti.

Le è dedicata una voce, a cura del professor Ettore Catalano (ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Bari) nel tomo Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008, Progedit editore, Bari, 2009.

È autrice di una rubrica di deontologia forense, all’interno del programma di attualità e promozione del territorio “Oblò”, trasmesso su TBM secondo il palinsesto previsto dall’emittente.

Essere gluten sensitive e socio collaboratore dell’Associazione Italiana Celiachia sono per lei entità soggettivo-sociali inscindibili.


Letto quando fu pubblicato; recensito oggi: primavera 2012


Gli altri articoli della rubrica Editoria :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |

8.05.2017