Transfinito edizioni

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Un amore di villa

Carla Cavicchini
(1.12.2011)

Ci voleva! La nascita nell’alta Fiesole del primo osservatorio interdisciplinare del paesaggio, è senz’altro da considerarsi un bell’evento e quindi la Fondazione Bardini-Peyron grazie anche alla ‘sapienza’ nel gestir altre ville, anche stavolta ha visto giusto, conscia del progetto di ristrutturazione e valorizzazione degli imponenti edifici. Parliamo stavolta di Villa Peyron, stupenda villa posta nella cornice fiesolana, dove nel 2012 e quindi quanto prima, sarà luogo di mostre, convegni, arte in tutte le sue forme, elementi paesaggistici, nonché di giardinaggio. Nonostante tutt’ora ospiti singolari produzioni artistiche, è nel prossimo anno che allargherà ulteriormente le braccia, accogliendo la cultura in tutte le sue forme, in quel complesso magnificente ove sgorga un’acqua limpidissima capace d’ospitare ranocchi, tritoni, salamandre, ed altre ‘creature’ del mondo acquatico.

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Paolo Pianigiani, "Labirinto", 1974, tecnica mista

Perché questo. Perché come hanno esposto relatori vari,”Il paesaggio italiano è bellissimo, addirittura quello fiesolano, sembra frammento d’ampio mosaico. Anticamente natura e lavoro dell’uomo, vivevano in perfetta simbiosi, poi nella seconda metà del ‘900, tal ‘lavoro’, divenne anomalo, creando una specie di frattura in cui l’elemento umano ne osservava solamente l’estetica. Un incantesimo destinato a rompersi: bisogna ricomporre, proprio perché il paesaggio è identità:da qui la nascita d’un osservatorio che preservi la natura, si apra alle arti, al cinema, alla fotografia, portando ad una identità indiscindibile, da fruire, ed esser parte integrante della cittadinanza.”

“Fiesole – hanno poi proseguito - è una cittadina unica, magnifica, che coniuga modernità ed antichità, e quindi è basilare agire con una pluralità d’iniziative, molte di valore architettonico, in quanto i giusti restauri, portano cambiamenti da osservare non distrattamente:è basilare misurarsi con loro! Sono proprio gli uomini, i mecenati, i cultori del verde, a modificare, ristrutturare…se non c’è mezzadria,innegabilmente il paesaggio cambia, l’interazione umana va a farsi benedire assieme anche agli aspetti economici e sociali! Quindi il motto è quello di ripristinare per combattere disinteresse ed incuria. Da questo la nascita di tal Osservatorio.”

Parole importanti nel Bosco di Fontelucente, in quel di Vincigliata, nate per sancire l’atto fondativo del primo Osservatorio del paesaggio, qual laboratorio permanente di dialogo tra non poche discipline, scoprendo il nostro territorio luogo di risorsa, memoria,ispirazione. Insomma un luogo a ‘tuttotondo’, da scrutare sotto il profilo architettonico, urbanistico,agricolo, giuridico, nonché storico e delle arti.

E adesso una giusta riflessione, qual quella dei grandi viaggiatori che di Fiesole ne fecero base, nel mezzo di coltivazioni rurali e singolari,con ville improntate dalla Scuola Fiorentina del Novecento, alle architetture di Frank Lloyd Wright.

Una riflessione poi proseguita in un ulteriore convegno da altri accademici delle Università di Firenze, Roma e Siena, insieme ad altri esperti d’arte e letteratura, col contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e col patrocinio della Regione Toscana,della Provincia di Firenze e Comune fiesolano.

E’ il momento adesso di parlar dell’associazione “Fiesole Futura”, dell’egida che promuove, ricca risorsa atta allo sviluppo sociale, culturale ed immagine di Fiesole stessa, con scopi progettuali e promozionali. Praticamente una sorta di ‘finestra’ verde…perché no? che mette assieme cittadini, operatori, intellettuali per valorizzare anche lo straordinario tessuto archeologico che Fiesole conserva.

Coscienza ecologica da ben sviluppare? Sì, però col paesaggio in primis!

Carla Cavicchini


Villa Peyron – Transfinito novembre 2011


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19.05.2017